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martedì 22 novembre 2011

Due Sponde - Dos Orillas

Desarrollo económico y promoción de empresas socialmente utiles en las regiones de orígen de la emigración peruana en Italia

El Proyecto:

El proyecto "Due Sponde" nace del encuentro de 12 Ongs italianas e internacionales especializadas en acciones de co-desarrollo en ocasión del financiamiento "Progetti Paese" promovida por la Fundación Cariplo.

El co-desarrollo es una metodología que se basa en la presencia de migrantes en un determinado territorio para iniciar procesos de desarrollo que traigan beneficios sea al país de orígen (en este caso el Perú) sea en aquello de destino (Italia y Lombardia en particular) dentro del proceso migratorio.


El proyecto a iniciado en mayo del 2011 con el objetivo de dar  impulso al desarrollo socio-económico en el territorio de procedencia de la comunidad peruana inmigrante en Lombardia. El objetivo es valorizar las asociaciones de inmigrantes peruanas presentes en Italia y crear ocasiones de encuentro, inversión y participación directa de los mismos migrantes en la generación de trabajo y fuentes de ingresos económicos en el país de nacimiento.

Las Actividades en Italia:

Junto a las diferentes actividades en Perú, el proyecto "Due Sponde" prevee una serie de actividades en Italia, estructuradas en tres componentes principales:
  1. Comercio: Creación de una cooperativa de migrantes, a través de un proceso de formación educativa y de asesoria, para favorecer el intercambio entre Italia y el Perú e identificar nuevos canales comerciales.
  2. Asociacionismo y co-desarrollo: Reforzamiento de las asociaciones de migrantes peruanos en Lombardia, en particular en el sector de co-desarrollo, a través de un proceso de formación que prevee un financiamiento interno para el financiamiento de microproyectos en Perú.
  3. Educación a la Mundialidad: Reflexión y sensibilización de los migrantes y de la ciudadanía lombarda sobre los temas de migración, de co-desarrollo y de la Cooperación Italia - América Latina, con laboratorios de fotografia y propuestas didácticas dirigidas en particular a las escuelas superiores
Ongs involucradas en las actividades en Italia:

 Cesvi - Ong laica e independiente fundada en 1985. Con 30 sedes en el extranjero, trabaja para afrontar todo tipo de emergencia con proyectos de lucha contra la pobreza, valorizando los recursos locales y movilizando las poblaciones beneficiarias. El trabajo sobre el tema de la migración se concentra sobre iniciativas de co-desarrollo dirigidos a los migrantes de la Región Lombardia.
Fundación ISMU - Es un ente científico autónomo e independiente que promueve estudios, investigación e iniciativas sobre la sociedad multiétnica y multicultural, con particular atención al fenómeno de las migraciones internacionales. Se presenta como una estructura de servicio, abierta a la colaboración con las instituciones, las entidades públicas, el mundo del no profit y las instituciones científicas en Italia y en el exterior.
Fratelli dell'Uomo - Asociación laica e independiente nacida en 1969. Sostiene proyectos de desarrollo en Africa y América Latina, con particular atención a los temas de soberanía alimentaria, sostenibilidad ambiental, reforzamiento de los movimientos sociales. En Italia realiza programas de formación y educación a la mundialidad.
ASPEM - Ong nacida en 1979 de una experiencia de comunidad cristiana de base, con un fuerte empeño civil. Realiza proyectos de desarrollo y de educación a la ciudadanía mundial, forma y envia voluntarios, sostiene la creación de redes y promueve ocasiones de intercambio como instrumento para afirmar un modelo de desarrollo recíproco.

Para mayor información sobre las actividades y calendario del proyecto escribir a giuliolittamondignani@cesvi.or Tel. 035 2058036

Traducido del volantino publicitario por: Eleuterio Ruiz

sabato 19 novembre 2011

Dall’Italia al Perù per costruire relazioni

Intervista ad Attilio Salviato, dal 2004 rappresentante del Cesvitem a Trujillo: dall’impatto con la realtà peruviana alle idee per il futuro dei nostri progetti.

“Gli altri costruiscono strutture, noi del Cesvitem Perù costruiamo relazioni. Per dare a tutti la possibilità di realizzare il proprio potenziale”. Attilio Sante Salviato dal 2004 è il rappresentante del Cesvitem a Trujillo. Originario di Arino, un paese dell’entroterra veneziano, è l’unico italiano tra gli operatori della nostra associazione nel Sud del mondo. O meglio, italo peruviano, visto che in questi sette anni ha messo su famiglia e le sue radici affondano ormai in Sudamerica. Il suo è dunque un punto di vista assolutamente originale, la concretizzazione di quel ponte tra culture e popoli che da sempre è l’obiettivo del Cesvitem. A ottobre Attilio, con i figli e la moglie Monica, è stato in Italia per un periodo di riposo: ecco cosa ci ha raccontato.
 
Dalla provincia di Venezia a Trujillo. Quali sono state le tappe del tuo viaggio?
È stato un lungo percorso, fatto di esperienze, incontri, corsi di formazione. Ho sempre avuto dentro una passione per il mondo, un desiderio di andare, conoscere. Ho viaggiato molto, dall’Africa al Sudamerica. Nei primi anni ’90, gli anni della guerra in Jugoslavia, con gli amici della parrocchia capimmo che, davanti ai problemi del mondo, non potevamo fare finta di nulla. Rimettemmo in moto una vecchia cooperativa per la vendita del latte, da anni era inattiva, convertendola al commercio equo e solidale. Ma nonostante tutto non mi sentivo in pace, sentivo il desiderio di una scelta più radicale. Quando nel 2003 il Cesvitem mi propose di andare in Perù capii che la mia vita era ad una svolta.

Proviamo a spiegare il Perù agli italiani, andando oltre alla tradizionale immagine turistica?
Semplificando possiamo dire che i peruviani hanno gli stessi bisogni, materiali e relazionali, che hanno gli italiani. Soltanto che in Perù questi bisogni restano in gran parte insoddisfatti, a causa di una mancanza pressoché totale di solidarietà, interna ed esterna. Interna nel senso che non c’è traccia di stato sociale o di equità. Esterna nel senso che le risorse del paese sono preda delle multinazionali estere, che trattengono tutta la ricchezza creata lasciando alla gente di qui solo gocce infinitesimali.
In questo quadro qual è il ruolo del Cesvitem?
Siamo un ente privato che supplisce alle carenze del pubblico, erogando una grande quantità di servizi a livello educativo, sanitario, sociale. È questa la nostra particolarità: le altre ong presenti a Trujillo e in Perù costruiscono prevalentemente strutture, noi costruiamo relazioni con le persone. È un lavoro più difficile, che richiede un grande investimento, economico e di energie, e i cui risultati si possono vedere solo a lungo termine. Ma siamo convinti che questo rapporto il più possibile personalizzato con i beneficiari dei nostri progetti sia la chiave per rendere più efficace il nostro aiuto. Cerchiamo di dare a tutti le stesse opportunità di partenza, di dare a tutti i bambini l’occasione di esprimere le loro potenzialità. Certo alcuni, i più bravi, fanno più strada, accedendo alle borse di studio secondarie e universitarie. Ma nessuno viene lasciato indietro.

Al di là dell’sostegno economico, cosa possiamo dare noi al Perù?
C’è bisogno di un osmosi culturale, di aiutare i peruviani, anche attraverso una contaminazione di idee, ad aprirsi verso un futuro vero. Mi spiego: qui, a livello di obiettivi nazionali e di dibattito pubblico, siamo costantemente cinque-dieci anni indietro. Oggi si parla di investimenti per satelliti, per l’esercito, per le centrali nucleari, tutte cose che il mondo “avanzato” comincia fortunatamente a vedere come qualcosa del passato. In compenso non si parla di difesa dell’Amazzonia o di energie alternative, temi da cui dipende il futuro non solo del Perù, ma di tutta l’umanità.

Cosa sogni per il futuro dei tuoi figli?
Un po’ quello che spero per tutti i bambini e i ragazzi dei nostri progetti: che abbiano la possibilità e il desiderio di studiare. Ma per i miei figli sogno soprattutto che siano davvero multietnici, e non solo perché il loro sangue è un misto italo-peruviano. Che seguano la loro strada, ma che siano sempre cittadini del mondo, aperti all’incontro e al dialogo con tutti. 
L’intervista completa sarà pubblicata sul prossimo numero del Girotondo, in uscita a dicembre.

Notizia del 11/11/2011 

Ministero Cooperazione Internazionale e Integrazione

Un Ministero separato alla Cooperazione Internazionale è segno importante per questo governo che segna una forte discontinuità dal passato. Un Ministero con delega alla Cooperazione Internazionale unita a quella all'Integrazione è segno di una lettura innovativa di cooperazione, migrazione e cosviluppo di cui l'Italia ha fortemente bisogno. Supera la semplice divisione Italia/Estero e vede la presenza migrante come un fattore importante. Un Ministero per la cooperazione affidato ad una persona come Andrea Riccardi è segno di una visione della cooperazione che non è semplice realizzazione di progetti fini a se stessi ma è un'idea di cooperazione come diplomazia popolare, politica estera, costruzione di relazioni internazionali.

venerdì 4 novembre 2011

CONVEGNO: Immigrazione e Co-sviluppo

L’ 11 novembre 2011 dalle ore 9:oo alle ore 13:00 presso il Salone Comunale di Forlì, P.zza Saffi n 8 si svolgerà  il Convegno “Immigrazione e Co-sviluppo”.

L’iniziativa è stata promossa dal  Centro Innovazione su Welfare e Cooperazione Internazionale in collaborazione con l’ UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali.
Il Convegno tratterà temi e percorsi di co-sviluppo tra l’Italia e l’Albania, con specifico riguardo all’imprenditora sociale dei migranti albanesi presenti sul territorio, interveranno durante la mattinata Davide Drei Assessore al Welfare del Comune di Forlì, Donatella Bortolazzi Assessore alla Cooperazione internazionale Regione Emilia Romagna e Endri Xhaferaj  dell’Associazione Juvenulja.

Molti saranno gli interventi e molte le tematiche affrontate come “le politiche economiche  e la cooperazione italiana allo Sviluppo in Albania nel triennio 2011- 2013: il Fondo per lo Sviluppo delle Piccole e medie imprese, Ministero dell’Economia, Commerci e Energia albanesi”.
Scarica il programma

martedì 1 novembre 2011

Co-sviluppo

Per cosviluppo si intende comunemente l’insieme delle politiche e delle iniziative che vedono la partecipazione dei migranti e delle loro reti sociali dedicate allo sviluppo economico e sociale dei paesi di origine e di destinazione, e si basa sull’idea di un’interdipendenza tra territori nei processi di sviluppo. 
Secondo i membri di Eunomad, il co-sviluppo è un processo fondato sulla mobilità, sugli scambi, sulle migrazioni e dovrebbe rafforzare i legami tra i territori e le popolazioni. Il riconoscimento delle competenze dei migranti e delle migrazioni come una ricchezza è una condizione fondamentale per costruire uno sviluppo condiviso, sostenibile e interculturale.
Il cosviluppo è….
… il riconoscimento nella mobilità di una ricchezza per i territori, qui e lì
L’investimento dei migranti, individuale e/o collettivo, attraverso le loro reti e associazioni, ha permesso di migliorare in modo considerevole le condizioni di vita delle loro comunità rimaste nei paesi di origine. Essi sono divenuti attori importanti anche aldilà della ristretta cerchia familiare, agendo sulle realtà di interi territori e diventando interlocutori di primo piano per i poteri locali nel Sud.
La portata della loro mobilitazione si estende ugualmente nel territorio di residenza. Sempre più riconosciuti come degli attori imprescindibili dai diversi esperti europei della cooperazione internazionale, le loro iniziative ne fanno dei cittadini di uno spazio globale ma ancorato alle realtà locali. Ciò rende i migranti e le loro associazioni interlocutori affidabili ed efficaci nelle istante di concertazione, mediazione e costruzione di un vivere meglio e insieme in Europa.
…. un modo per riequilibrare il disequilibrio tra aree del mondo
Spostandosi da un paese all’altro, i migranti internazionali non prendono solamente parte alla realtà dei territori di arrivo, ma acquisiscono la capacità di essere presenti in una realtà multipla. Diventano così attori in una relazione Nord / Sud attualmente caratterizzata da profondi disequilibri, ma il loro intervento ha un potenziale di trasformazione di questa relazione tra paesi di arrivo e paesi di origine.
… un processo di lungo periodo
Il cosviluppo, così com’è inteso da Eunomad, si rivolge prioritariamente verso una prospettiva di lungo periodo destinata al miglioramento sostenibile delle condizioni di vita e della coesione sociale nei territori di origine e di insediamento.
…un imperativo di reciprocità
Il « co » di cosviluppo si riferisce alla necessità di un interesse condiviso e di una concreta reciprocità nell’elaborazione e nella messa in opera delle azioni di cui i migranti possono essere non solo operatori o beneficiari passivi, ma degli iniziatori, degli attori e dei partner.

Perché parlare di cosviluppo?
L’interesse dei membri nell’occuparsi di cosviluppo parte dalla constatazione che il dibattito riguardante le migrazioni e la loro interazione con lo sviluppo è troppo spesso orientato sull’idea che bisogna sostenere i migranti perché più sviluppo nei paesi di origine limiterebbe i flussi migratori.
A partire dall’osservazione e dalla condivisione delle pratiche in Italia e in Europa si è compreso che il percorso che porta alla realizzazione delle attività co-sviluppo più significative si basa su alcuni fattori: che esistano dei diritti di mobilità, regolati coerentemente ed umanamente che permettano ai soggetti coinvolti di spostarsi tra paesi di origine e di destinazione; che siano predisposte politiche per l’accoglienza e il riconoscimento dei diritti di cittadinanza (e/o di una “doppia” cittadinanza); che esistano politiche di sostegno alle azioni di co-sviluppo per lo stimolo alla nascita di partenariati territoriali. Se questi fattori descritti mancano, il processo che porta ad azioni di co-sviluppo rallenta o diventa più complesso e le potenzialità rimangono inespresse.
Se i presupposti descritti mancano, il processo che porta ad azioni di cosviluppo si rallenta o diventa più complesso. Come nel caso della rete europea, gli obiettivi di base che la piattaforma italiana si propone sono rafforzare le associazioni dei migranti e delle loro azioni, favorire lo scambio delle buone pratiche di cosviluppo, ricercare il confronto con le altre organizzazioni e le istituzioni, locali ed europee. Aldilà delle attività previste, comunque, la piattaforma ha stabilito di sostenerne anche altre se saranno coerenti con l’obiettivo di rendere concreti quei presupposti.
In conclusione, l’obiettivo è ribaltare l’approccio strumentale e repressivo relativo al legame tra le migrazioni e lo sviluppo evidenziandone le straordinarie opportunità per costruire una nuova idea di co-operazione che nasce dal Sud e vuole riportare al centro dell’attenzione il rapporto tra le comunità e il soddisfacimento dei loro bisogni.
 Fonte:
www.gaong.org/eunomad 

venerdì 30 settembre 2011

UN NUOVO CORSO DEL CELIM SULLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

Il 26 ottobre inizia il corso di cooperazione di Amici CeLIM & CeLIM: 9 lezioni da 2 ore circa, tutti i mercoledì sera a partire dal 26 ottobre, presso la sede CeLIM a Milano per capire cos'è e come funziona la cooperazione internazionale e insieme per sostenere il progetto di “Co-sviluppo in Albania”. Il corso è organizzato dall'associazione di volontariato Amici CeLIM con il supporto dell'ONG CeLIM ed è rivolto a chiunque sia interessato a muovere i primi passi nel mondo della cooperazione internazionale. Le lezioni si terranno tutti i mercoledì dalle 18.30, a partire dal 26 ottobre, presso la sede CeLIM a Milano, in via San Calimero 13 (MM3 Crocetta - bus n°94 – tram n°16 -24) Le iscrizioni chiudono il 15 ottobre: scarica il modulo di iscrizione dal sito del celim e invialo, unitamente alla copia del bonifico o del bollettino, a amici@celim.it oppure consegna tutto a mano in via San Calimero 13, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17. Programma del corso COOPERAZIONE INTERNAZIONALE: ISTRUZIONI PER L’USO: Lezione 1: Introduzione alla cooperazione internazionale e a CeLIM Lezione 2: Le nuove frontiere della cooperazione: il co-sviluppo Lezione 3: Il ciclo di progetto Lezione 4: Testimonianze dirette – Servizio Civile Internazionale e cooperanti espatriati Lezione 5: Comunicare lo sviluppo Lezione 6: Strategie di fund raising Lezione 7: Amministrazione - Rendicontare un progetto Lezione 8: I bandi di finanziamento Lezione 9: Workshop finale e consegna degli attestati Offerta minima: 150 euro* materiale didattico incluso. La quota di iscrizione al corso andrà interamente a sostegno del progetto di “Co-sviluppo in Albania” che ha l’obiettivo di valorizzare il capitale professionale ed umano dei migranti albanesi intenzionati a rientrare nel loro paese d'origine. Versamento quota di iscrizione: * C/C postale 000052380201 intestato a CeLIM * C/C bancario intestato a AMICI CeLIM, Credito Artigiano, IBAN IT54N0351201602000000001981 *Tutte le offerte a favore di CeLIM sono fiscalmente deducibili o detraibili dalla dichiarazione dei redditi (L. 49/87 sulle ONG, D.Lgs. 460/97 sulle Onlus e L.80/2005 “Più dai, meno versi”). Conservare la ricevuta di versamento. Per maggiori informazioni: amici@celim.it , 02.58316324

domenica 25 settembre 2011

Cosviluppo: soluzione vantaggiosa per tutti?

Il cosviluppo non offre la bacchetta magica ai politici europei che vorrebbero trarre vantaggio dal lavoro dei migranti in Europa, senza occuparsi della loro integrazione o della soluzione dei i problemi dei paesi in via di sviluppo. Il cosviluppo offre piuttosto un modo di coinvolgere i migranti, con la loro preziosa conoscenza dei luoghi d’origine, nelle decisioni relative al sostegno ai propri paesi. In parallelo il cosviluppo consente ai migranti stessi di usare le nuove competenze acquisite a beneficio dei propri paesi d'origine, permettendo ai paesi in via di sviluppo di ridurre notevolmente l'impatto negativo della migrazione. Infine, il cosviluppo permette ai paesi di accoglienza di valutare da una nuova prospettiva gli insegnamenti che possono essere tratti dalle comunità migranti e qual’è il loro contributo ai paesi in cui hanno scelto di vivere. Affinché ciò avvenga, è necessario che l’Europa adotti provvedimenti adeguati, volti a garantire l’efficacia delle iniziative di cosviluppo. Se la migrazione circolare resterà un privilegio degli individui altamente qualificati, se i migranti privi di documenti saranno ignorati, se si negherà ai potenziali rimpatriati la portabilità della pensione, allora la retorica non varrà a nulla per le nazioni più povere del mondo e per i milioni di migranti che vivono in Europa. Solidar e le organizzazioni affiliate realizzano progetti di cosviluppo mettendo in relazione coloro che migrano in Europa con le rispettive comunità d’origine in Africa nord-occidentale, in Europa orientale e in America Latina, facendo sì che i giovani ai quali è stato negato il diritto d’asilo non debbano, una volta rimpatriati, tornare a lottare contro l’indigenza e la mancanza di prospettive e tutelando i diritti dei lavoratori migranti nei paesi d’origine e di accoglienza. L’esperienza concreta dei membri di Solidar sul cosviluppo ci permette, come network, di affermare che la migrazione e lo sviluppo sono intrinsecamente legate e che è necessario assumere impegni fermi per garantire il successo dei progetti di cosviluppo. Fonte: Italia Multiculturale

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