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domenica 17 luglio 2011

Due Sponde

Progetto DUE SPONDE - Sviluppo economico e promozione di imprese socialmente orientate nei dipartimenti  d’origine dell’emigrazione peruviana in Italia. SolidaRete nasce come progetto comune del Consorzio Gino Mattarelli della cooperazione sociale (CGM), del Consorzio CTM ‐ Altromercato per un commercio equo e solidale, e della Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario (FOCSIV). Tre realtà del mondo della solidarietà e della cooperazione che da decenni sono impegnate nei rispettivi ambiti di competenza per promuovere una maggior giustizia sociale, il bene comune tra le persone, le comunità e gli Stati.

Intervento progettuale di A.L.M.A., una delle 13 ONG affiliate Focsiv in partnership con la Ong CE.PRO.VI - Centro de Protection a las Victimas de la Violencia – opera nella zona urbana e rurale di Castillo Grande, distretto di Rupa Rupa, Provincia Leoncio Prado, Dipartimento di Huánuco. Il progetto vuole promuovere un meccanismo di maggiore efficienza nel settore produttivo agro-florovivaistico, attraverso la creazione d’impresa sociale che possa ampliare e migliorare le attività produttive commerciali dei campesinos, convertendo le coltivazioni tradizionali; una aggregazione dei settori economici presenti nella zona per modificare la forma di lavoro attraverso lo strumento dell’impresa sociale e rinforzare le capacità imprenditoriali locali. Si prevede l’eliminazione delle coltivazioni preesistenti, l’adeguamento e la diversificazione di 5 ettari di  terreno agricolo con relativa implementazione di colture agricolo/florovivaistiche sostitutive. La formazione teorico-pratica nel settore agricolo e florovivaistico affianca l’implementazione di attività generatrici di reddito nel settore e l’ utilizzo delle risorse a fini commerciali per il mercato locale e nazionale. Il processo di trasformazione del terreno a colture altre si attua mediante la realizzazione di una unità produttiva (che coinvolge gli abitanti della zona urbana e rurale)  per una filiera supportata da laboratori di trasformazione e commercializzazione del prodotto e lo sviluppo di ulteriori settori economici generatori di reddito.

Fonte: www.almaonlus.it

Cos-viluppo: INNOVAZIONE E INTERAZIONE

Argomenti quali sviluppo economico, commercio internazionale, investimenti, partnership economiche, imprese miste, joint ventures, non sono sicuramente delle novità di per sé. Lo sono però se nella loro natura imprenditoriale vengono coniugate e apparentate al tema dello sviluppo per come affrontato dalla Cooperazione Internazionale, soprattutto da quegli attori che nei progetti di sviluppo pongono gli aspetti sociali, culturali, ambientali e umani al pari dell’aspetto economico. In sostanza un’idea completa di sviluppo sostenibile, coniugato attraverso interessi condivisi.

Per quanto ci riguarda, da tempo stiamo agendo in un quadro più ampio in cui ragionamenti su altri strumenti di cooperazione possono essere fatti in sinergia con il mondo del privato profit, proprio partendo da una chiara condivisione dei reciproci interessi. In questo scenario un ruolo non marginale ricopre la partecipazione diretta delle comunità migranti: non è solo una questione di rimesse, che sono comunque una risorsa importante che potenzialmente può contribuire a processi di sviluppo, ma si tratta anche di strategie di crescita imprenditoriale ed economica personale che possono trovare nuovi canali di espansione favorendo lo sviluppo nel proprio Paese, anche “solo” come ricaduta indiretta del loro fare business nel Paese di origine.

Diventa quindi di estrema importanza e di enorme interesse coinvolgere in questo processo tutti gli attori che hanno a che fare con l’imprenditoria, l’internazionalizzazione di impresa, gli investimenti all’estero, i movimenti di capitali e i servizi finanziari e lo sviluppo sostenibile, sia in Italia che nel Paese di provenienza delle comunità migranti. Questo discorso, si pone a pieno titolo in un più ampio panorama di riflessione su quello che può essere il rapporto tra settore profit privato e il settore non-profit all’interno della cooperazione internazionale su cui si è avviato da tempo un percorso di riflessione con le ONG, il Ministero degli Affari Esteri, le rappresentanze degli Industriali e le fondazioni.

E’ importante notare dunque che gli argomenti che si toccano su questo tema a livello “nazionale” siano in realtà argomenti di primo piano anche per gli attori privati e pubblici nei Paesi extra-Europei, dove sempre con maggior forza si sottolinea la necessità di coniugare i progetti di sviluppo con strategie di investimento. Ed è anche importante notare come il tema dell’interazione tra privato profit e privato non-profit sia sempre più all’ordine del giorno anche nelle strategie di cooperazione dell’Unione Europea, non in un’ottica di sostituibilità o di concorrenza, ma in uno sforzo sinergico che riconosca le specificità degli attori e che porti ad esaltare il valore aggiunto che la compartecipazione di interessi condivisi può portare in un’ottica di politiche di cooperazione allo sviluppo.

Publicatto il 06 di luglio in  www.cosv.org

In-fomare. Percorsi di co-sviluppo tra Italia e Marocco

La migrazione marocchina, con oltre 400.000 presenze sul territorio nazionale, si colloca al terzo posto tra le comunità di migranti presenti in Italia, di cui il 24,4% risiede in Lombardia. La Lombardia è la prima regione italiana per presenza di emigrati marocchini e circa 21.000 marocchini risiedono a Milano.

I migranti provenienti dal Marocco, oltre all’importantissimo contributo all’economia del paese di residenza, giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo del proprio paese di origine tramite l’investimento di parte delle loro rimesse in progetti imprenditoriali nelle regioni/società di provenienza. Il volume delle loro rimesse rappresenta un grande potenziale per lo sviluppo e la crescita economica e sociale del Marocco, che nel 2000 ha permesso a 1,2 milioni di persone di uscire dalla povertà. L’aumento delle rimesse ha inoltre favorito l’emergere di un parallelo processo di “qualificazione” e di “diversificazione” dei trasferimenti operati dai migranti. Un processo di qualificazione, in quanto le rimesse sembrano finalizzate sempre più spesso a offrire un contributo allo sviluppo locale delle regioni di provenienza e non più al solo sostegno delle famiglie; un processo di diversificazione, che si concretizza nel trasferimento di beni, servizi, saperi e tecniche di tipo materiale e immateriale.

Per questo fenomeno in continua crescita, il governo marocchino ha ritenuto fondamentale creare istituzioni ad hoc per quei migrati alla ricerca di migliori condizioni economiche di investimento: il Ministero dei Marocchini Residenti all’Estero e i centri di servizi specializzati per supportare i nuovi imprenditori (Centri Regionali di Investimento, C.R.I).

In questo contesto, il COSV insieme alle associazioni Medinaterranea e Al Ouissal e al CRI, al Ministero della Comunità Marocchina residente all’Estero, all’Unione Artigiani Provincia di Milano e Monza e alla Camera di Commercio – Camera Arbitrale, promuove un percorso di co-sviluppo tra Italia e Marocco. Il progetto si propone di promuovere lo sviluppo sociale ed economico dei migranti marocchini residenti in Italia e del loro territorio d′origine attraverso il supporto formativo e informativo per potenziali investimenti, di favorire gli investimenti dei migranti marocchini residenti nel territorio di Milano e Provincia e di incoraggiare gli imprenditori italiani interessati a cooperare in progetti imprenditoriali che abbiano ricadute significative in termini di sviluppo economico nella regione di Tadla Azilal.

Per raggiungere questi obiettivi, sono previste attività di formazione, di informazione e di networking, tra cui: l’organizzazione di seminari di formazione; servizi di assistenza e supporto a progetti di investimento selezionati; attività seminariali su investimenti e sviluppo economico nella regione di Tadla Azilal; organizzazione di workshop per la formazione di base indirizzati ad associazioni di marocchini a Milano e provincia; la promozione di network tra le realtà associative marocchine presenti sul territorio milanese/lombardo; l’istituzione di un servizio di informazione e assistenza permanente a Milano (front office/sportello di assistenza) per informare sulle possibilità di investimento in Marocco e favorire collegamenti con le istituzioni marocchine; la diffusione dei servizi forniti dal CRI e dal Ministero Migranti Marocchini presso le comunità di migranti all’estero; la creazione di strumenti di diffusione e informazione (spazio web e opuscoli); la realizzazione di inserti periodici di informazione e sulle possibilità di investimento economico; la creazione di spazi web; l’organizzazione di un seminario finale che coinvolga altre istituzioni e altre realtà di immigrati (in particolare le comunità egiziane diffuse sul territorio del Milanese) in vista di una possibile replicabilità dell’iniziativa.

Il Marocco è uno stato dell’Africa settentrionale, nella parte occidentale della regione definita anche come Maghreb. Il progetto ha individuato la regione di Tadla-Azilal, una delle 16 regioni del Marocco, come area geografica campione per l’implementazione del progetto. La regione ricopre un ruolo importante e attivo nell’economia marocchina: il settore agricolo e di produzione agro-alimentare costituiscono il pilastro della sua economia; il turismo rappresenta un settore strategico della regione in piena crescita; la mano d’opera è diversificata e qualificata, dunque in grado di rispondere alle esigenze espresse da un mercato del lavoro in continua evoluzione. Infine, proprio per il suo potenziale di crescita, la regione gode di una particolare attenzione del governo marocchino in termini di agevolazioni e facilitazioni a disposizione di nuovi investimenti.

Guarda la scheda di progetto

Mediterraneo. Dove?

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Questo pomeriggio Confindustria Messina in collaborazione con Assafrica&Mediterraneo, presso la Camera di Commercio, sede dell’Associazione, ha organizzato un seminario dal titolo: “Mediterraneo. Dove?”.
L’Italia in relazione ai cambiamenti socio-economici che hanno investito paesi come la Tunisia, il Marocco, l’Algeria deve riformulare il suo ruolo e cercare di inserirsi autonomamente ed in posizione leader nelle nuove industrie del Mediterraneo.
Il nostro Paese deve, infatti, cogliere le opportunità economiche e di investimento rappresentate dalle generazioni sudmediterranee e puntare ad una cooperazione industriale.  Paesi come l’Inghilterra e la Francia sono già presenti nelle nuove realtà africane e l’Italia rischia di rimanere indietro se non agirà da subito in tale direzione.
Le economie emergenti saranno le nuove protagoniste della crescita mondiale e i cambiamenti politici, sociali e culturali che hanno posto l’area mediterranea al centro dell’attenzione mediatica, concorrono a definirne il nuovo ruolo economico.
Ciò che bisogna fare è promuovere un Cosviluppo che parta dalla conoscenza dei mercati locali e arrivi a favorire non solo l’esportazione ma anche, e soprattutto, gli investimenti nelle nuove piccole e medie imprese.
Presente all’incontro Ivo Blandina, presidente di Confindustria Messina, che ha manifestato la sua posizione ottimista nei confronti di una possibile avanzata siciliana verso i nuovi soggetti economici africani.
Hanno relazionato: Pier Luigi d’Agata, Direttore di Assafrica&Mediterraneo, Hechmi Chatmen, delegato Fipa Tunisia, Gian Carlo Bertoni, responsabile marketing Simest, Giuseppe Grandi, responsabile Banca Intesa Sanpaolo e Francesco Stella, Mediocredito Italiano.
Questa “nuova era mediterranea” rappresenta per l’Italia un’occasione irripetibile, è stato affermato in conferenza, “la possibilità di un riposizionamento come leader del nostro Paese”.
Fonte: www.messinaweb.tv

martedì 14 giugno 2011

MIGRANTI E CO-SVILUPPO IN SENEGAL

Autore:  Andrea Bessone - Simona Guida
Il migrante in quanto agente dello sviluppo del Paese d’origine è la considerazione di fatto da cui si snoda questa ricerca, condotta da CISV e FONGS, per fornire e raccontare strumenti di orientamento per iniziative di cooperazione.
Le due associazioni - una italiana e una senegalese - si impegnano in una riflessione sul ruolo dei migranti, tanto al Nord quanto al Sud del mondo, consapevoli del fatto che, per rispondere alle diverse sfide dello sviluppo, è necessario implicare i migranti nelle strategie e nelle azioni verso il Paese d’origine e renderli protagonisti attivi nella società del Paese di destinazione.

La pubblicazione è realizzata grazie al contributo di:
- Unione Europea attraverso l iniziativa congiunta della Commissione Europa e delle Nazioni Unite per la Migrazione e lo Sviluppo nell ambito del progetto SPES: Senegal, Piemonte e Sardegna, migrazione e co-sviluppo, promosso da CISV, Arcoiris, Asescaw e FONGS
- Regione Piemonte nell ambito del progetto Piemonte- Senegal: immigrazione e co-sviluppo, iniziativa a regia regionale, promossa dal programma di sicurezza alimentare e lottà alla povertà in Sahel e Africa Occidentale.
Fonte: Cisv

giovedì 2 giugno 2011

ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI PER IL CO-SVILUPPO

Corso di formazione gratuito:

Il corso di formazione Empowerment of Migrant Associations for Co-development, promosso dall’ Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) con il supporto della Cooperazione Italiana (Ministero Affari Esteri), si propone di sostenere le iniziative dei migranti in Italia per lo sviluppo socio-economico e culturale dei paesi d’origine della migrazione, attraverso azioni di capacity building per i migranti e le loro associazioni intenzionate ad avviare progetti di co-sviluppo dall’Italia.

Il concetto di co-sviluppo si basa sulla convinzione che grazie alle risorse e alle attività connesse ai movimenti migratori sia possibile innescare e promuovere processi di miglioramento tanto delle comunità e dei territori di origine quanto di quelle di destinazione toccate dalle migrazioni.
Il co-sviluppo sostiene e valorizza le competenze, le capacità e la mobilità dei migranti in un processo dinamico, mettendo al centro il valore della persona. Il co-sviluppo vede protagonisti i migranti e le loro comunità di riferimento, sia quelle di residenza che quelle di provenienza, secondo un approccio partecipativo. Idee e pratiche di co-sviluppo possono informare una nuova politica per un mondo interdipendente più equo e giusto, più libero e sostenibile.

Destinatari

Al percorso formativo possono partecipare i membri delle associazioni di migranti del Lazio provenienti da paesi non UE che siano attive e/o interessate ad operare nell’ambito del cosviluppo.
 
Obiettivi del Percorso Formativo

1. Rafforzamento delle associazioni di migranti
Il corso intende migliorare le competenze organizzative delle associazioni, accrescere le loro capacità progettuali e contribuire ad un loro maggiore radicamento sul territorio.
2. Progettazione e sviluppo di attività di cooperazione internazionale
Dopo aver lavorato sugli strumenti di formazione, gestione e progettazione per le associazioni, il percorso formativo intende fornire gli strumenti necessari ad una corretta progettazione nell’ambito del co-sviluppo (logical framework, albero dei problemi, identificazione degli indicatori, metodologie di valutazione).
3. Fornire strumenti per la ricerca di partnership e finanziamenti per la cooperazione internazionale
Il corso intende descrivere le strategie e gli strumenti necessari a rivolgersi al mondo istituzionale che regola e sostiene finanziariamente le attività delle organizzazioni della società civile e delle associazioni ed agli attori privati.
4. Fornire strumenti di collaborazione tra associazioni
Il corso intende fornire degli strumenti di consolidamento di rapporti e relazioni tra associazioni di migranti (es. forum, network regionali o nazionali, mailing list, etc.).
La formazione prevede il trasferimento di conoscenze tecniche sia sul tema dell’organizzazione delle associazioni, che su quelli della progettazione, realizzazione e gestione finanziaria dei progetti. L’approccio formativo intende garantire un’interazione costante tra formatori e membri delle associazioni, e non si incentra solo sulle lezioni frontali, ma privilegia momenti di scambio tra partecipanti e formatori, e lascia molto spazio a metodologie di apprendimento ed esercitazioni pratiche, basate sul learning by doing. Sarà inoltre favorito il coinvolgimento di attori presenti sul territorio italiano (in particolare la Provincia di Roma) per favorire una migliore comprensione dei meccanismi di partnership con enti locali, importanti sia per rafforzare le associazioni di migranti in Italia, sia per promuovere le attività di cooperazione con i territori di origine.

Perché le associazioni di migranti?

Le organizzazioni del cosiddetto terzo settore rappresentano in Italia un fenomeno dinamico e, soprattutto, molto importante per la qualità della vita sociale e relazionale dei cittadini. All’interno di questo ricco tessuto associativo, le associazioni create dai migranti hanno attivamente contribuito al processo di inserimento e partecipazione nella società di destinazione, sostenendo i nuovi arrivati e fornendo una rete di relazioni con le persone e le istituzioni fondamentale per l’integrazione dei nuovi italiani. Questo processo spesso procede di pari passo con il mantenimento di forti legami con i paesi di origine della migrazione, e l’attenzione e l’interesse
verso i  contesti di provenienza si traducono anche nella realizzazione di attività di cooperazione.

Le attività di co-sviluppo dei migranti, se attentamente progettate e realizzate, possono dare un forte contributo alla cooperazione internazionale, valorizzando proprio quei legami tra l’Italia e i paesi di origine e quella conoscenza che i migranti mantengono in vita. L’attivismo dei migranti e l’alto numero di associazioni create da questi in Italia spiegano dunque perché vogliamo, attraverso questo percorso formativo, rafforzare e valorizzare la propensione transnazionale delle associazioni di migranti che hanno già avviato o intendono realizzare attività di cooperazione allo sviluppo.

Descrizione della formazione

I membri delle associazioni selezionate parteciperanno ad un percorso di formazione finalizzato alla progettazione e alla realizzazione di attività di co-sviluppo, diviso in 4 moduli formativi. Il corso potrà essere frequentato da un massimo di due rappresentanti per associazione.

Modulo 1. Il ruolo dell’Associazionismo ed il valore aggiunto di lavorare in rete
Città: Roma
Data: Sabato 28 maggio 2011
Docenti: Renato Briganti, docente Università di Napoli Federico II, Facoltà di Economia, presidente di Manitese Campania.

Il primo modulo formativo intende soddisfare i bisogni più basilari delle associazioni. Cosa vuol dire oggi “fare associazione”, come gestirne le strutture e le risorse umane, e soprattutto come massimizzare le attività, sia in termini di progettualità che di visibilità? In questo modulo rientrano dunque la strutturazione e l'organizzazione dell'associazione, la gestione delle risorse e la comunicazione sia interna (tra membri) che esterna. Quali opportunità può offrire inoltre un lavoro di “rete”, e come organizzarlo? Più che specifici contenuti formativi da apprendere e padroneggiare da un punto di vista tecnico si intenderà affrontare anche i punti critici rispetto all’attività associativa, il ruolo della leadership, il rapporto tra organi e le relazioni con l’ambiente, istituzionale
e non, in cui si vuole operare.

Modulo 2. Pratiche e modalità del co-sviluppo
Città: Roma
Data: Domenica 29 maggio 2011
Docenti: Sebastiano Ceschi, ricercatore CeSPI, esperto in migrazione e sviluppo.
Questo modulo verrà interamente dedicato ai processi di co-sviluppo, vale a dire a quelle azioni coordinate di interscambio e cooperazione tra territori che vedono protagonisti i migranti. Durante il tempo a disposizione si analizzeranno diversi aspetti e prospettive rispetto al co-sviluppo: il carattere transnazionale dei fenomeni migratori, le pratiche spontanee dei migranti, l’incontro con soggetti pubblici e privati e con organismi internazionali preposti alla cooperazione allo sviluppo, i limiti e le potenzialità del ruolo dei migranti come ‘agenti di sviluppo’. Oltre che delineare un campo di azioni e di attori (il ‘co-sviluppo’ appunto), il modulo intende sollecitare i partecipanti a confrontarsi direttamente con il tema, sia attraverso discussioni e scambi di riflessioni e esperienze, sia attraverso piccole esercitazioni utili a maneggiare in modo più concreto alcuni strumenti e strategie del cosviluppo.

Modulo 3. Strumenti e metodologie di progettazione. Sviluppo di idee di progetto
Città: Roma
Data: Sabato e domenica 11-12 Giugno 2011
Docenti: Dario Conato, ricercatore CeSPI, esperto in progettazione e PCM
Il terzo modulo consiste prevalentemente in una capacitazione volta alla conoscenza ed all'assorbimento degli strumenti necessari a pianificare e realizzare progetti. Per la presentazione di domande di progetto, sia nell’ambito di bandi europei che all’interno delle amministrazioni locali in Italia (regioni, province e comuni), è sempre più richiesto un alto livello di professionalità e di competenza. Presentare un piano di progetto non è dunque un’attività semplice. Individuare i problemi, le necessità del territorio di riferimento, gestire un budget secondo gli standard internazionalmente riconosciuti, rappresentano tutti elementi che un’associazione ha bisogno di saper padroneggiare. Questo modulo dunque, accompagnato inoltre da diverse esercitazioni pratiche, servirà proprio ad accrescere il livello di ideazione, scrittura e presentazione di progetti, sulla base delle richieste e degli standard di presentazione (modulistica, ecc) richiesti in ambito istituzionale.
 
Modulo 4. Istituzioni e finanziamenti. Opportunità e buone pratiche
Città: Roma
Data: Sabato 18 Giugno 2011
Il territorio italiano ed europeo offrono oggi diverse opportunità di finanziamento. Capire le strategie e gli strumenti per rivolgersi al mondo istituzionale che regola e sostiene le attività delle organizzazioni della società civile e delle associazioni di migranti o della diaspora resta dunque un elemento importante. Come trovare un bando a cui partecipare e come capire se risponde alle esigenze progettuali dell’associazione e dell’istituzione di riferimento? La capacità di ricevere finanziamenti passa dunque attraverso la conoscenza del nostro territorio e delle sue istituzioni. Questo modulo intenderà dunque offrire un panorama sulle realtà locali, nazionali e internazionali a cui sottoporre progetti, e favorire la conoscenza delle istituzioni pubbliche attraverso la ricerca della partecipazione di rappresentanti ufficiali di enti locali.

Metodologia

Gli incontri saranno organizzati nei seguenti elementi :
- Momento iniziale di condivisione e confronto con i beneficiari del percorso formativo, finalizzato alla raccolta di loro bisogni e aspettative, che saranno recepiti dai formatori
- Esposizione dei docenti supportata da strumenti audiovisivi
- Approfondimento dei temi trattati, anche con la presentazione di “studi di caso”
- Simulazioni ed esercitazioni (individuali e di gruppo) In particolare, il lavoro dei gruppi sarà orientato alla sperimentazione pratica dei contenuti del corso e alla formulazione di almeno due progetti di cooperazione internazionale.

All’avvio del corso è prevista la distribuzione di una cartellina con materiali e documenti utili per la didattica. A fine corso verrà inoltre distribuito un CD Rom contenente ulteriore documentazione di supporto per la formulazione e la gestione dei progetti, e indicazioni bibliografiche.

Durata e proposta di calendario

Il corso ha una durata di 36 ore, distribuite in incontri che si terranno un venerdì e in tre fine settimana.

Venerdì 27 maggio Incontro preliminare e contratto formativo
Sabato 28 e domenica 29 maggio
28 maggio 1° modulo formativo
29 maggio 2° modulo formativo
Sabato 11 e domenica 12 giugno
11 giugno 3° modulo formativo (prima parte)
12 giugno 3° modulo formativo (seconda parte)
Sabato 18 e domenica 19 giugno
18 giugno 4° modulo formativo
24 giugno Incontro conclusivo

Requisiti per la partecipazione

Il corso è aperto a tutti i membri delle associazioni di migranti provenienti da paesi non UE, regolarmente registrate e con sede nel territorio della Regione Lazio.
Le associazioni devono prevedere nel proprio Statuto la realizzazione di attività di cooperazione internazionale, oppure l’impegno a promuoverle.
Saranno selezionati per la partecipazione al percorso formativo i primi 20 membri di associazioni che confermeranno la propria iscrizione attraverso il modulo allegato.

Modalità di iscrizione

I membri delle associazioni di migranti interessati a partecipare al corso dovranno far pervenire all’OIM preferibilmente tramite e-mail, oppure via Fax, posta ordinaria, o tramite consegna a mano, la scheda di iscrizione in allegato, entro e non oltre le ore 18.00 di lunedì 16 maggio 2011.

Le schede di iscrizione dovranno essere inviate a:
e-mail: midaitalia@iom.int
Fax: 06 4402533
Indirizzo:
OIM Roma
Unità Migrazione e Sviluppo
Via Nomentana, 62
00161 - Roma
Tel: 06 44186223 begin_of_the_skype_highlighting            06 44186223      end_of_the_skype_highlighting begin_of_the_skype_highlighting            06 44186223      end_of_the_skype_highlighting begin_of_the_skype_highlighting            06 44186223      end_of_the_skype_highlighting begin_of_the_skype_highlighting            06 44186223      end_of_the_skype_highlighting begin_of_the_skype_highlighting            06 44186223      end_of_the_skype_highlighting begin_of_the_skype_highlighting            06 44186223      end_of_the_skype_highlighting begin_of_the_skype_highlighting            06 44186223      end_of_the_skype_highlighting begin_of_the_skype_highlighting            06 44186223      end_of_the_skype_highlighting begin_of_the_skype_highlighting            06 44186223      end_of_the_skype_highlighting begin_of_the_skype_highlighting            06 44186223      end_of_the_skype_highlighting begin_of_the_skype_highlighting            06 44186223      end_of_the_skype_highlighting begin_of_the_skype_highlighting            06 44186223      end_of_the_skype_highlighting begin_of_the_skype_highlighting            06 44186223      end_of_the_skype_highlighting
Il personale OIM sarà a disposizione anche per eventuali richieste di informazioni aggiuntive o chiarimenti.
Fonte: www.cnel.it

domenica 29 maggio 2011

Immigrazione boliviana e co-sviluppo: il caso di Juntos por los Andes

Facolta: Scienze Nautiche
Corso: Scienze per la cooperazione allo sviluppo
Anteprima dell'appunto:


Riassunto Sintetico:
La mia analisi ha cercato di comprendere se e in che misura i progetti di co-sviluppo rafforzino il ruolo sociale e politico delle associazioni dei migranti in Italia. Nella mia ricerca sono partito da una esperienza concreta di un’ “associazione di associazioni” andine, “Juntos Por Los Andes” (JPLA). Questa associazione - attraverso il sostegno del CeSPI (Centro Studi di Politica Internazionale) e del SID (Society of International Development) - ha raccolto un fondo di solidarietà a favore di 4 progetti di cooperazione nei paesi andini (Perù, Bolivia, Ecuador, Colombia). Attraverso l’analisi di questa esperienza e del caso Zacatecas, ho cercato di comprendere quali siano i fattori di forza e di debolezza per cui i migranti diventano attori di sviluppo e in che modo questo nuovo ruolo conferisca alle associazioni coinvolte un maggiore potere politico e sociale. Per circoscrivere il terreno dell’ indagine, mi sono concentrato sulle associazioni facenti parte di JPLA presenti nella Regione Lombardia e in particolare localizzate a Bergamo. La provincia di Bergamo mi è parsa essere una caso di studio di estremo interesse vista la presenza della più grande comunità boliviana a livello nazionale (20.000 presenze, di cui ¾ illegali). E’ un contesto locale caratterizzato da un forte interesse per il tema cooperazione e migrazioni e la presenza di un ricco - anche se neonato e molte volte informale - tessuto associativo. L’associazionismo boliviano a Bergamo è un attore ancora molto fragile a causa di una storia di immigrazione recente, una competizione tra i diversi leader e sopratutto una grossa presenza di irregolari. Sull’onda dell’esperienza di JPLA, si stanno tuttavia sviluppando i primi tentativi, da parte delle diverse associazioni, di organizzarsi in una federazione per un impegno maggiore nel co-sviluppo.

Metodologia
La metodologia che ho usato ha voluto comprendere 3 livelli di analisi: micro, meso e macrosociologico. Il concetto di capitale sociale è centrale in questa ricerca che è stata svolta secondo metodi principalmente qualitativi e un’osservazione che mi ha reso parte attiva dei processi in costruzione. La partecipazione ai focus group del CeSPI, la collaborazione e condivisione di informazioni con ricercatori universitari, le interviste ai leader di associazioni, al console e ad altri attori locali, insieme alla partecipazione alle riunioni di JPLA, mi hanno permesso di approfondire la mia ricerca e lo studio della bibliografia con i dati da loro fornitemi in un processo di triangolazione delle fonti.

Principali risultati raggiunti

Riguardo al rapporto migrazione e sviluppo la letteratura ci mostra che non sempre i migranti sono attori dello sviluppo. In un clima di grande informalità e debolezza dell’associazionismo immigrato sono poche le possibilità che progetti di cooperazione avviati da questi creíno un vero processo di cosviluppo. Tuttavia, l’ attenzione che si sta creando verso i progetti di co-sviluppo implementati dalle associazioni degli immigrati può permettere di rafforzare le capacità contrattuali di queste con le istituzioni locali (amministrazioni pubbliche, banche,...), facendole diventare un soggetto politico di riferimento tra gli attori della cooperazione decentrata. Il co-sviluppo, oltre a favorire un’aumento dell’imprenditorialità transnazionale, è uno strumento di rafforzamento dei legami sociali transnazionali e promuove un’integrazione che non sia solo assimilazione.

Fonte: www.truedoc.it

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